I diritti d’autore secondo i by domcs animation

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Disegno di "by domcs animation": Lorenzo Scuderi, Suellen Spoto, Ernesto Vincari.

Il copyright (termine di lingua inglese che letteralmente significa diritto di copia) è un termine che identifica diritto d’autore nei paesi di common law, dal quale però differisce, sotto vari aspetti. Il termine viene però internazionalmente usato anche per indicare la normativa sul diritto d’autore degli ordinamenti non di derivazione anglosassone.

 

È solitamente abbreviato con il simbolo ©. Quando tale simbolo non è utilizzabile si riproduce con la lettera “c” posta tra parentesi: (c) o (C).

Le prime norme sul diritto di copia (copy right) furono emanate nel XVI secolo dalla monarchia inglese con la volontà di operare un controllo sulle opere pubblicate nel territorio. Col diffondersi delle prime macchine automatiche per la stampa, infatti, iniziò ad affermarsi una libera circolazione fra la popolazione di scritti e volumi di ogni argomento e genere. Il governo, avvertì il bisogno di controllare ed autorizzare la libera circolazione delle opinioni.Ragion per cui fondò una corporazione privata di censori, la London Company of Stationers (Corporazione dei Librai di Londra), i cui profitti sarebbero dipesi da quanto fosse stato efficace il loro lavoro di censura filo-governativa. Il 19 marzo 1474 a Venezia ai Provveditori dei Comuni fu assegnato il compito di sovrintendere alla registrazione di brevetti.

 

La normativa prevede una durata del copyright limitata nel tempo e variabile significativamente a seconda della categoria merceologica tutelata:

Medicinali

 

Brani musicali

Software

 

Per esempio un brano musicale ha una durata di copyright di 70 anni mentre per un medicinale, che ha costi di ricerca e sviluppo assai maggiori, la durata brevettuale è di 20 anni a cui si aggiunge un periodo massimo di 5 anni garantito dal certificato complementare di protezione – SPC-.

 

È stata modificata la distribuzione dei margini: all’editore tocca talvolta più dell’autore, talora più del 50% (a fronte di un equo margine che per un intermediario è generalmente intorno al 20%).

 

Dibattito sulle pene per la violazione del copyright

Diritto d’autore

Dietro all’atto creativo c’è un impegno, un lavoro e un investimento di tempo (spesso anche di denaro), che rendono quindi l’atto creativo un’attività da tutelare riconoscendo i meriti del suo creatore

LA DIFFERENZA TRA COPYRIGHT E MARCHIO REGISTRATO

Capita spesso di vedere, vicino a un nome, il segno il simbolo © oppure il simbolo ®, i quali, per chi abbia dimestichezza con il diritto, hanno un significato chiaro; ma così può non essere per tutti.

Il simbolo ® serve a indicare, un marchio registrato. Il marchio è un qualunque segno distintivo suscettibile di essere rappresentato graficamente. Può consistere in parole (marchio verbale), disegni, lettere, cifre, suoni, addirittura la forma di un prodotto o della confezione di esso (marchio di forma), combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano tutte caratteristiche idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelle delle altre.

 

Lorenzo Scuderi, Suellen Spoto, Ernesto Vincari.

III B

CONTRAFFAZIONE
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