La differenza tra il Diritto d’Autore e il brevetto

Il brevetto protegge l’idea nel suo complesso affinché altri (non autorizzati) non possano copiarla o sfruttarla indebitamente.
Il diritto d’autore protegge solo l’espressione di quell’idea o insieme di idee, nella forma specifica di un testo, un’immagine, una composizione di suoni o un video…. Non è lecito riprodurre senza autorizzazione l’opera, ma è lecito esporre o riutilizzare le stesse idee per commentarle o per rielaborarle in altra opera creativa (non lo è però riscrivere un romanzo cambiando nome ai personaggi o realizzare un film basato su un libro senza averne acquistato i diritti).

Il calcolo del pirata

​Esiste una teoria economica del crimine, che si può applicare anche al caso della pirateria di opere protette dEsiste una teoria economica del crimine, che si può applicare anche al caso della pirateria di opere protette da Diritto d’Autore: “un individuo commette un crimine se il beneficio è maggiore del costo potenziale”. Nel nostro caso, il “costo” è calcolabile partendo dall’importo della sanzione e moltiplicandolo per la probabilità di essere puniti. Poiché nella violazione del copyright la probabilità di essere scoperti e puniti è relativamente bassa, per dissuadere un potenziale pirata servirebbe una sanzione molto severa. E soprattutto una buona probabilità di essere scoperti e puniti... che tuttavia, con le moderne tecnologie software per la ricerca di copie abusive delle opere da parte dei titolari del copyright, sta crescendo!a Diritto d’Autore: “un individuo commette un crimine se il benefico è maggiore del costo potenziale”. Nel nostro caso, il “costo” è calcolabile partendo dall’importo della sanzione e moltiplicandolo per la probabilità di essere puniti. Poiché nella violazione del copyright la probabilità di essere scoperti e puniti è relativamente bassa, per dissuadere un potenziale pirata servirebbe una sanzione molto severa.

Al ladro!

La scrittrice Mala Spina riferisce sul suo sito questa storia, abbastanza incredibile, accaduta a lei stessa: anni fa aveva creato e distribuito gratuitamente online una storia per bambini illustrata ed interattiva, con musica ed effetti divertenti, molto apprezata dai piccoli lettori. Casualmente, si è imbattuta sul suo e-book  in vendita su Amazon (al prezzo di 4€) da parte di sconosciuti pirati, che l’avevano messo a disposizione menzionando correttamente l’autrice,  ma senza minimamente preoccuparsi di contattarla per averne il consenso ed eventualmente acquistare i diritti di distribuzione! Fortunatamente, dopo aver contattato Amazon, la vendita abusiva è stata subito rimossa. Ora lei è attenta a curare la pubblicazione con data certa a suo nome delle opere, in caso di problemi futuri!

Ghigliottina Facebook

Leggiamo su un blog ospitato da Ilgiornale.it che la pubblicazione su un profilo Facebook di tre video amatoriali con scorci del Circo Massimo durante un concerto di David Gilmoure (nei quali si sentivano sullo sfondo parti di canzoni eseguite nel concerto) ha dato luogo ad un reclamo per violazione del copyright e successiva intimazione all’autrice, da parte di Facebook, di rimuoverli. Fin qui tutto normale. Tuttavia, invece di rimuoverli materialmente dal profilo, ella si è limitata a toglierli dall’area di visibilità pubblica e renderli disponibili sono a se stessa, operando sulle impostazioni di condivisione, nella convinzione che questo fosse sufficiente a ritenerli non più pubblicati. Risultato: decorso il termine previsto, l’intero account di Facebook è stato rimosso, cancellando anni di post, amicizie e relazioni. Inutile ogni tentativo di recupero e dialogo, poiché, a detta dell’autrice, il sistema rinviava sempre risposte automatiche, ricordando genericamente i termini e le condizioni di utilizzo, che giustamente vietano gli abusi di opere protette. Fate attenzione dunque!

Storie di Fans

Già nella preistoria di Internet, quando comparivano i primi siti di fans di questo o quel personaggio, serie tv o cantante, in giro per il mondo occidentale si erano registrati casi di sanzioni pecuniarie pesanti, comminate per violazione di copyright a ignari ragazzini (ovvero ai loro sfortunati genitori): la causa era nelle immagini di dischi, loghi o personaggi, pubblicati per decorare e completare le pagine di un sito tipo “Fan club”. Anche le torte di compleanno decorate con gli amati personaggi dei cartoons sono state (e sono ancora oggi) spesso oggetto di contestazione e richieste di risarcimento da parte dei titolari di diritti. Bisogna accertarsi sempre, prima di creare qualcosa utilizzando parti di opere altrui, che non si stia commettendo qualcosa di illecito. Tuttavia, è bene ricordare che non essendo applicabile agli utenti finali il Regolamento AGCOM e la relativa procedura di ordine della rimozione, la violazione (e connessa richiesta di risarcimento danni) deve essere contestata dal titolare dei diritti al trasgressore davanti al tribunale, operazione non sempre “cost-effective” (neanche sotto il piano dell’immagine) se diretta ad una famiglia…

La torta clonata di Trump

​Incredibilmente, per la cerimonia inaugurale della presidenza americana nel gennaio 2017, il presidente Trump ha tagliato una monumentale torta di cake design, evidentemente opera creativa originale, identica a quella tagliata precedentemente alla stessa cerimonia dal suo predecessore Obama. Il pasticcere creatore del primo dolce, l’originale, ha lamentato pubblicamente il plagio su Twitter, ma il pasticcere che ha eseguito la torta clone ha spiegato che a chiederla identica era stato proprio il comitato di organizzazione, vantando anche il merito di aver devoluto l’intero guadagno in beneficenza. La storia ha avuto grande risalto sui giornali di tutto il mondo, scatenando polemiche infinite, che forse non erano solo animate dalla passione per le ragioni del Diritto d’Autore…chissà se è stata una buona idea, la torta clonata!

IL PLAGIO DEL PLAGIO

In tema di plagi musicali (canzoni e brani copiati da altri autori e gruppi) la storia della musica è costellata da processi più o meno famosi e accuse clamorose. Tra le sentenze ribaltate dopo anni di battaglie nei tribunali e sui giornali, quella che nel 1999 costrinse la star americana del Pop Michael Jackson a risarcire il cantante italiano Al Bano, per la somiglianza (ben 37 note consecutive) tra la sua “Will You Be There” e “I cigni di Balaka”. Dopo anni, però, il processo di appello si concluse con un verdetto singolare: le due canzoni erano entrambe copiate da una terza, del 1939, sprovvista di copyright, “Bless You For Being An Angel” degli Ink Spots. Al Bano dovette pagare le spese processuali.


Un riscatto per “The Game of Thrones”?

La fortunate serie TV Americana del network HBO è stata oggetto di un attacco hacker nel 2017, durante il quale  dati e sceneggiature di episodi inediti furono sottratti insieme a molto altro materiale riservato, inclusi video già montati. Il pirata chiese 6 milioni di dollari come riscatto, per non divulgare online i contenuti, rovinando la trasmissione della serie. Fortunatamente l’Hacker, un iraniano collegato ai servizi segreti, fu individuato e messo sulla lista dei maggiori ricercati dall’FBI senza che la società cedesse al tentativo di estorsione. La stagione 7 di Game of Thrones però fu in seguito colpita da varie violazioni e incidenti, tra cui la condivisione illegale del quarto episodio, prima della messa in onda ufficiale, partita da 4 dipendenti di una società che forniva servizi al distributore indiano della serie (poi arrestati), oltre all’accidentale messa in onda da parte della TV spagnola del sesto episodio, sempre anticipando il rilascio ufficiale, per un’ora soltanto, sufficiente però a far fare il giro della rete al filmato…


Youtuber, attento!

Lo Youtuber Valeri Novelli ha condiviso online la sua esperienza con una notifica di violazione di copyright da parte di Youtube : “Violazione Copyright su YouTube: Perchè ho pagato 200$?” Il giovane riferisce che è stato costretto a pagare 200 dollari all’autore del brano che è stato rivendicato all’interno del suo video: nella registrazione di un concerto jazz in Sicilia, infatti, aveva inserito un sottofondo musicale di 50 secondi (il brano incriminato) alle riprese di un balletto. Su segnalazione del titolare dei diritti, Youtube gli notificava per email la violazione, gli inibiva le funzionalità dell’account e lo invitava a seguire la “Scuola di Copyright”, un breve corso online con test finale. L’autore, invece, lo invitava a pagare 199 euro come compenso per i diritti di uso del suo brano.

Si è dimostrato inutile chiedere scusa e spiegare che il video era di una manifestazione locale gratuita, che non aveva fatto visualizzazioni…niente: pagare o subire un’azione legale. Novelli pagava e il titolare dei diritti rimuoveva la segnalazione di violazione. Poi ha voluto raccontare pubblicamente questa esperienza e raccomandarsi di fare attenzione, perché “La violazione di copyright è molto grave”.


Fa quello che il prete dice…non quello che il prete fa!

Imbarazzante è dire poco: il famoso spot antipirateria che abbiamo visto per vari anni proiettato nelle sale o in apertura dei DVD, prima di poter guardare i nostri film preferiti, aveva una musica di sfondo “pirata”. Infatti, l’autore l’aveva creata appositamente per lo spot e concessa in utilizzo per una sola volta ed in relazione ad un evento live, scoprendo successivamente che invece lo spot con la sua la sua musica era stato utilizzato in milioni di copie di dvd, proiettato nei cinema, in televisione ecc. Nel 2012 il Tribunale di Amsterdam ha condannato la società olandese Buma Stemra (l’equivalente della nostra SIAE) al pagamento dei diritti dovuti all’autore ed omessi, per molte decine di migliaia di euro. Il caso ha fatto clamore, proprio perché coinvolgeva una società di gestione del copyright ed uno spot contro le violazioni del copyright: si era trattato di un malinteso, o si era deciso consapevolmente di fare un abuso “credendo che per una manciata di secondi non valesse la pena di pagare il conto o, peggio ancora, che il conto sarebbe stato troppo salato rispetto al ritorno perseguito con la produzione del video”? Molti i commenti del pubblico sul web: qualcuno ha fatto notare che propinare il video (invero abbastanza angosciante) a spettatori che correttamente avevano acquistato un DVD originale o un biglietto del cinema era inutile “come scrivere sullo scontrino fiscale “chiedi lo scontrino” o sul casco per la moto “indossa il casco”.

Non dimentichiamo, tuttavia, che attraverso le copie illegali del DVD il messaggio, utile e anzi necessario, raggiungeva davvero anche gli utenti di pirateria…

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